Attraverso questo servizio, Onoranze Funebri Galeotti e Patrignani realizza un punto di contatto tra la famiglia del defunto e le persone che non hanno la possibilità di partecipare alle esequie.

NECROLOGI

Un servizio professionale, discreto per sollevarti da ogni incombenza nel momento più difficile

Venerdì 31 gennaio, presso l’Hospice di Fossombrone,
è mancato all’affetto dei suoi cari, all’età di anni 66

Mario Federici

1 febbraio 2025
ne danno il triste annuncio la moglie Antonella, i figli Francesca e Federico,
la suocera Domenica e i parenti tutti.

I funerali avranno luogo lunedì 3 febbraio partendo alle ore 13,45 dalla camera mortuaria
dell’ospedale di Fossombrone per giungere nella Cattedrale di Urbania dove alle ore 14,30
sarà celebrato il rito funebre, seguirà l’accompagno al cimitero locale.

NON FIORI MA OFFERTE PER LA RICERCA CONTRO I TUMORI

Si ringraziano anticipatamente quanti prenderanno parte alla cerimonia
Urbania, 1 febbraio 2025
O.F. Galeotti - Patrignani - 3486463268

Lascia il tuo messaggio di cordoglio alla famiglia

Lascia gratuitamente un messaggio di cordoglio, sarà nostra cura consegnarlo ai congiunti di Mario Federici.
Tutti i pensieri verranno anche stampati e consegnati ai congiunti in ricordo.

Se non sai cosa scrivere, o non trovi le parole adatte, clicca solo sul pulsante invia e verrà inviato gratuitamente un avviso alla famiglia. Altrimenti clicca qui e troverai una lista di testi da cui prendere spunto.

Facoltativo: Un recapito per permettere alla famiglia di inviare un eventuale ringraziamento. (Questo dato non sarà reso pubblico, ma verrà comunicato solo alla famiglia)

Invia una foto alla famiglia per ricordare Mario Federici

La famiglia deciderà poi se renderla visible su questa pagina.
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PIETRO CIACCI
Segrate, 5 febbraio 2025 Alla moglie Antonella, i figli Francesca e Federico In ricordo di Mario La morte di una persona ci interroga sempre, se poi questa persona è un amico, un quasi coetaneo, questo lo è ancora di più. Non sapevo di queste tua malattia che ti avrebbe portato nel giro di pochissimo tempo alla fine dei tuoi giorni terreni. Ricordo l’ultima volta che ci siamo visti, sotto il loggiato di casa mia, ad Urbania, città che ci ha visto nascere e crescere fino a quando il lavoro ci ha indirizzato su strade e città diverse. Da giovane ci siamo frequentati all’università di Ancona e ripercorre il nostro diverso umile passato io in campagna figlio di mezzadro. tu in città figlio di operai. Ci accomunava l’obiettivo comune di un futuro migliore riscattando le fatiche che i nostri genitori riponevano su di noi. Io, più grande di te, ti ho lasciato andando a lavorare a Milano. Per i successivi anni le nostre frequentazioni si limitavano al mese di ferie che trascorrevo ad Urbania, alle feste di compleanno di mio figlio Daniele coetaneo di tua figlia Francesca, a qualche pizza insieme a moglie e figli, magari a cena in qualche agriturismo. Se venivo all‘Orsaiola ti trovavo a casa di tua suocera alla quale eri molto legato. Se poco era il tempo che trascorrevamo insieme, molto era l’affetto che ci legava, Il rispetto, la considerazione che ognuno di noi aveva per l’altro. Ricordo le volte che ti ho ripreso, mi scuso dell’essere stato un po’ brusco però il tutto l’ho fatto a fin di bene. Raggiunte dalla pensione abbiamo avuto più tempo nel vederci nelle mie frequenti ritorni allora alle origini. Le mie difficoltà nel muovermi eri tu che venivi a trovarmi come queste ultime estati, parlando della nostra vita, del nostro passato, del nostro presente, che poi erano i figli, delle nostre aspettative, dei loro sogni, gli ultimi anni anche dei nostri nipoti, rinfrescandoci con un gelato o una fetta d’anguria. Anche questa estate, ci siamo lasciati con l’augurio di vederci la prossima primavera. Se l’appuntamento fosse saltato sarei stato io, pensavo, visto il mio stato di salute. Nulla faceva presagire che invece saresti stato tu. Ma la vita non guarda in faccia nessuno così come la morte, nessuno sa del suo domani, Imperscrutabile, inaccessibile, Impenetrabile. Ritornato a Milano non ci siamo più sentiti, non ho saputo di questa malattia che ti aveva colpito, Portandoti, Direi trascinandoti, in poco tempo, in quel luogo in cui tutti, prima dopo, ci ritroveremo. Da quaggiù non posso far altro che pregare per te E tu da Lassù come apripista, Aiutarmi nel percorrere la giusta strada che ci porterà alle porte del Paradiso. Sei stato un grande figlio, un grande marito, un grande papà. Le persone che ti amavano stanno soffrendo, ma Con la serenità Di chi ha chiaro che l’unica certezza della nostra vita è la morte. Ciao Mario, anzi arrivederci
5 Febbraio 2025
Gabriella Ciacci e Franco Palleri
4 Febbraio 2025

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